L’Italia si è qualificata al terzo posto tra le mete più visitate per il turismo itinerante nel 2025,
seguita da Francia e Spagna che si sono classificate rispettivamente al primo e al secondo posto.
Ma in cosa consiste esattamente il turismo itinerante?
E come mai si sta diffondendo ovunque, anche a scapito di altre forme di alloggio turistico?
Con il termine turismo itinerante si fa riferimento alla scelta di alloggiare (e dormire) a bordo di un camper o di una roulotte anziché all’interno di strutture ricettive convenzionali come hotel, bed & breakfast, e case vacanze.
Il punto di riferimento per il settore del turismo itinerante è Gianguido Cerullo, presidente dell’Associazione Produttori Caravan e Camper (A.P.C.) dal 2026.
Hanno infatti superato i 49 milioni le notti in campeggio soggiornate nel 2025 da stranieri e connazionali in Italia.
È pertanto cruciale l’esistenza di un organo atto a regolamentare e coordinare le attività di un così ingente volume di turisti.
Mentre l’evento annuale di riferimento è il Salone del Camper, che si tiene ogni 12 Settembre presso le Fiere di Parma e che nell’edizione del 2025 ha registrato oltre 107.000 presenze in soli 19 giorni di esposizione (dal 12/09/25 al 30/09/25 inclusi).
I punti di svolta in questa rivoluzione a quattro ruote sono essenzialmente 5:
1. Dispendio economico minimo
2. Comfort e autonomia
3. Impatto sull’ambiente
4. Nuove forme di socialità
5. Turismo inclusivo
Elaborando ciascun punto in ordine crescente, il primo vantaggio da attribuire al turismo itinerante è legato al risparmio economico. Si pensi alle grandi città e a località destinate al turismo stagionale (ad esempio Riccione) dove il costo elevato e la disponibilità limitata degli alloggi convenzionali rendono il viaggio quasi impossibile per i meno abbienti. In questo caso la presenza dei campeggi favorisce la democratizzazione di una meta che sarebbe altrimenti destinata solo a quei pochi che possono permettersi di soggiornare in hotel o case vacanze.
Mentre per quanto riguarda l’aspetto legato al comfort, il campeggio offre indubbiamente la maggior autonomia possibile in termini di flessibilità e cancellazione delle date, poiché di norma i viaggiatori non sono tenuti ad anticipare alcuna somma fino all’ingresso effettivo del mezzo nell’area di sosta.
Parallelamente, anche l’impatto ecologico di questa modalità di turismo è nettamente inferiore a quello di altre soluzioni più tradizionali e in linea di massima dipende dall’approccio del singolo turista. Non si può infatti generalizzare se consideriamo il camper come uno spazio personale al pari della propria automobile o della propria abitazione, dove ognuno appunto inquina a seconda della propria educazione e senso di responsabilità, tuttavia la maggior parte dei campeggi e delle aree di sosta impongono sanzioni pecuniarie a coloro che ne deturpano l’ambiente, in particolar modo in Italia e in Grecia.
Vi sono poi nuovi punti d’incontro per i viaggiatori che, oltre a stringere amicizie e conoscenze dal vivo durante il corso dell’esperienza turistica, adesso possono anche interagire e scambiarsi informazioni nel mondo virtuale tramite blog e forum online, community popolate da milioni di utenti, e social media, in particolare quelli basati sulla condivisione di contenuti visivi come Instagram e TikTok.
Infine, il turismo itinerante di chi viaggia in camper o in roulotte offre anche la possibilità di adattare gli spazi a propria disposizione per agevolare la presenza di un componente della famiglia più fragile, come potrebbe essere una persona con disabilità o limitazioni motorie, o persino la presenza di un animale domestico, qualora il sistema di climatizzazione del veicolo ne permetta il trasporto senza affaticare l’animale.





