Ospitalità religiosa: trend in crescita o è solo un illusione? L’analisi e i consigli di Ok!Center

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Ospitalità religiosa: trend in crescita o è solo un illusione? L’analisi e i consigli di Ok!Center

Con il termine ospitalità religiosa si fa riferimento alla scelta di alloggiare presso un convento o un monastero anziché all’interno di strutture ricettive convenzionali come hotel, bed & breakfast, e case vacanze.
In Italia il punto di riferimento per le attività di queste strutture è Fabio Rocchi, presidente dell’Associazione Ospitalità Religiosa Italiana.

Il primo fattore da considerare è la crisi che questo settore, e tutta l’industria del turismo per esteso, ha dovuto affrontare durante la pandemia e negli anni che sono seguiti.
Il numero totale delle strutture aderenti all’associazione è infatti calato da circa 3500 nel 2019 a meno di 3000 nel 2026, nonostante questo dato ultimamente fosse in rialzo.

In ogni caso, un aspetto di questa tendenza è chiaro fin dall’inizio: chi sceglie questo tipo di soluzione non è attirato dal comfort né dall’immediata disponibilità dell’alloggio, piuttosto, ne vuole assaporare la ricercatezza, la particolarità, e l’autenticità. Essenzialmente, il target di turisti a cui si rivolge l’associazione è rappresentato da coloro che desiderano vivere un’esperienza unica sfruttando al massimo gli elementi del territorio.

Ad esempio molte di queste strutture si trovano nei pressi di monumenti storici,  luoghi di culto, o ancora -basti pensare che un alloggio su quattro è situato in zone montuose o collinari- sono sempre più in voga i conventi e i monasteri immersi nella natura e negli spazi verdi.

Rivoluzionario è anche l’approccio di alcuni gestori di queste strutture: si stima che il 30% degli alloggi sia infatti completamente sprovvisto di connessione internet, il che offre al viaggiatore l’opportunità di un soggiorno full-immersion lontano dal caos della città, dalla tecnologia, e dal lavoro.
Rinunciare a internet non è quindi soltanto una scelta per differenziare l’offerta, ma una brillante innovazione in un mercato che da sempre è in continua evoluzione.

Le località più gettonate dove questo tipo di turismo è approdato sono Lazio, Veneto, Emilia-Romagna e Lombardia.
La regione dove si registra il numero più elevato di strutture religiose pro-capite è invece la Valle d’Aosta.

Ma l’ospitalità religiosa non è solo detox da internet, natura e spiritualità.
Il presidente dell’associazione Fabio Rocchi osserva infatti che soggiornare presso un monastero o un convento sia una soluzione nettamente più economica rispetto alle alternative tradizionali del tipo hotel, bed & breakfast, e case vacanze.
Pare, ad esempio, che pernottare in una struttura religiosa a Roma costi mediamente il 50% di quanto verrebbe invece a costare un alloggio generico dello stesso livello.

Considerando quanto riportato, la tendenza pare essere in crescita anche quest’anno e pare si sia ormai definitivamente consolidata tra le novità del turismo post-pandemia.

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